Creatività Intelligenza Artificiale

La necessaria fatica di essere creativi ai tempi dell’AI.

«Se io dipingo un cavallo selvaggio, magari non vedrete il cavallo ma senz’altro vedrete il selvaggio.» diceva Pablo Picasso, ed effettivamente l’artista spagnolo aveva questa capacità: ritrarre l’invisibile.

L’intelligenza Artificiale non è ancora a questo livello, ma tanto sul disegno quanto sulla creatività già oggi è in grado di raggiungere risultati straordinari.

Software basati su Intelligenza Artificiale possono scrivere barzellette, articoli, storie o brevi sceneggiature di film, creare immagini, comporre musica e forse, un domani neanche troppo lontano, saranno in grado di ritrarre anche loro quel che non si vede.

L’esempio più straordinario sono le Generative Adversarial Networks (GANs) e, in particolare, progetti come DALL-E 2, un sistema basato su Intelligenza Artificiale che può creare immagini realistiche partendo da una descrizione testuale.

In pratica basta dirgli: “Disegna un astronauta a cavallo in uno stile fotografico” e lui genera un’immagine come quella che vedi qui sotto.

Quindi? È l’inizio della fine dei lavori creativi? No, però è sicuramente l’inizio di un nuovo paradigma di creatività dove la macchina avrà un peso sempre maggiore.

Il punto è capire se noi, come umani creativi, vogliamo essere al servizio delle macchine o vogliamo servirci delle macchine. Se come ci auguriamo, opteremo per la seconda strada (servirci delle macchine) allora sarà essenziale valorizzare la nostra creatività e puntare sulla qualità e non sulla quantità.

Dovremo fare lo sforzo di andare più in profondità, di evitare testi o idee “copia/incolla”, di stare più a lungo sui problemi, di trovare soluzioni e di fare collegamenti tra discipline anche molto distanti tra di loro.

Del resto l’essenza della creatività umana è proprio questa: pensare che, non a caso, in latino si dice cogito, ovvero “cum-agito”, agitare insieme, mischiare cose, operare contemporaneamente su differenti piani e, soprattutto, essere in grado di connetterli tra di loro.

L’essenza della creatività umana è proprio questa: pensare che, non a caso, in latino si dice cogito, ovvero “cum-agito”, agitare insieme, mischiare cose, operare contemporaneamente su differenti piani e, soprattutto, essere in grado di connetterli tra di loro.

Il futuro della creatività dunque non riguarda quali tecnologie avremo ma come le utilizzeremo. Se utilizzeremo la tecnologia in modo attivo e innovativo, allora le macchine saranno uno strumento al nostro servizio. Se invece la useremo in maniera pigra e passiva, allora noi umani diventeremo uno strumento al servizio delle macchine.

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